Tasso di recupero dei solventi
Installazioni nel mondo
Anni di esperienza
I processi di frittura industriale, il trattamento dei sottoprodotti animali e l'estrazione generano odori intensi e VOC caratterizzati da variazioni imprevedibili di concentrazione e portata. Un impianto dimensionato sulle condizioni medie può risultare inefficace durante i picchi produttivi; un impianto sovradimensionato per gestire i picchi, invece, consuma inutilmente energia durante il resto del ciclo operativo. Progettiamo ossidatori termici calibrati sulla reale variabilità del vostro processo, riducendo al minimo le emissioni di NOₓ e CO e garantendo una conformità normativa documentata.
Nel settore alimentare e nel trattamento dei sottoprodotti animali, la scelta dell’ossidatore dipende dalla portata, dalla continuità del processo e dai limiti normativi locali. Per portate elevate e continue utilizziamo sistemi RTO. Proponiamo invece ossidatori termici recuperativi quando è possibile valorizzare il grasso animale e i rifiuti liquidi tramite i nostri bruciatori dual fuel.
Per portate elevate e continue. Abbattimento degli odori e dei VOC fino al 99%, con efficienza termica fino al 95%.
Per installazioni compatte. Recupero del calore mediante scambiatore aria-aria, con possibilità di integrare una caldaia a recupero per olio diatermico.
Nel settore alimentare, la vera sfida non consiste nel rispettare i limiti nelle condizioni operative normali, ma nel garantirne la conformità durante i picchi produttivi, quando le emissioni raggiungono i livelli più elevati. È per questi momenti critici che progettiamo i nostri sistemi, non sulla base di valori medi.
Oltre 350 RTO installati nel mondo, con capacità comprese tra 3.000 e 330.000 Nm³/h. Questi sistemi gestiscono le variazioni del carico termico tipiche dei processi di frittura industriale, senza ricorrere al bypass né richiedere l’arresto dell’impianto.
Soluzione adatta a impianti con spazi limitati o a processi a portate moderate. Il sistema integra il recupero del calore, che può essere utilizzato per riscaldare l'olio diatermico o per generare vapore di processo.
Il settore alimentare e quello del trattamento dei sottoprodotti animali sono soggetti a limiti che superano i semplici valori espressi in mg/Nm³. In molti Paesi, le emissioni odorigene vengono misurate in unità olfattometriche, espresse in OU/m³, e i valori consentiti dipendono dalla zona in cui si trova il sito produttivo. Ogni impianto Donau Carbon Technologies integra questi requisiti fin dalle prime fasi del progetto.
Progettiamo gli impianti nel rispetto dei valori BAT-AEL applicabili al settore alimentare, comprese le emissioni odorigene, spesso non contemplate dai limiti di emissione standard.
In molti Paesi europei le emissioni odorigene sono regolamentate in unità di odore (OU/m³). I nostri impianti sono dimensionati per rispettare tali limiti anche durante i picchi di produzione.
Supportiamo i clienti nella predisposizione della documentazione tecnica necessaria per ottenere le autorizzazioni ambientali, adattando il progetto ai requisiti specifici del Paese e del sito di installazione.
Le domande più frequenti nel settore alimentare e nel trattamento dei sottoprodotti animali riguardano la gestione dei picchi di emissione, i limiti relativi agli odori e la scelta tra le diverse tecnologie di abbattimento disponibili.
Dipende dalla portata e dalla continuità del processo. In presenza di portate elevate e continue, l’RTO garantisce un abbattimento fino al 99%, con un’elevata efficienza termica.
Sì. Nei nostri RTO e TO progettiamo sistemi per il recupero del calore in eccesso, destinato alla produzione di vapore o al riscaldamento dell'olio diatermico da riutilizzare nel processo. In questo modo è possibile ridurre i costi energetici complessivi dell’impianto.
I limiti variano in base al Paese e alla zona in cui si trova il sito produttivo.In Italia, i principali riferimenti sono il D.Lgs. 152/2006, la norma EN 13725 e le linee guida regionali. Negli altri Paesi dell’Unione Europea si applicano inoltre le disposizioni nazionali e i riferimenti BAT/BREF previsti per l’industria alimentare. Nei Paesi extra-UE si applicano le normative locali vigenti. Valutiamo il quadro normativo applicabile caso per caso.
In genere sono necessari dai 6 ai 9 mesi dalla firma del contratto fino al collaudo finale. Per le installazioni più compatte, come i sistemi TO, i tempi possono ridursi a 4–6 mesi.La messa in servizio comprende anche la regolazione dei parametri operativi in base alle effettive condizioni di processo.
Solvent recovery with vacuum nitrogen regeneration on a flexible packaging line. Solvent: ethyl acetate. Flow rate: 110,000 m³/h. X-CSR plant installed in 2024.
Solvent recovery on a flexible packaging printing line. Solvents: ethyl acetate and various. Flow rate: 110,000 Nm³/h. Installed in 2021.
Ogni impianto di trasformazione alimentare presenta un proprio profilo di emissioni. Descrivici le tue condizioni operative e i periodi di picco produttivo.